LETTERA DEL SIGNOR DURVIAUX A MAOLONI MP
Il Delegato generale della Comunità francese
dei diritti del bambino (BELGIO)
Riguarda : La situazione delle vostre bambine, Fiona e Milla ANTONINI
Bruxelles, il 08-04-2008
Signora,
In seguito alle nostre investigazioni nei confronti del signor BENSAIDA, Direttore dell’aiuto alla gioventù, sono informato che l’organizzazione dei contatti telefonici tra voi e le vostre figlie era stata prevista. Tuttavia, per causa dell’aspetto mediatico organizzato intorno alla situazione delle vostre figlie, il Direttore dell’aiuto alla gioventù ha stimato dovere posporre questi contatti in vista di preservare il loro equilibrio e la loro stabilità.
Attualmente, uno spazio terapeutico e’ messo in posto per Fiona e Milla per sostenerle e per preparare una ripresa dei contatti con voi. La prima tappa, concretizzata, e’ di stabilire una corrispondenza regolare tra voi e le vostre bambine.
Vi invito a collaborare, nell’interesse delle vostre bambine, al lavoro messo in opera dal Servizio di protezione giudiziario.
Distinti saluti.
Stephan DURVIAUX,
Consigliere
Rue des Poissonniers, 11-13 bte 5
1000 BRUXELLES (BELGIQUE)
Tel: 0032 2 223 36 99
Fax : 0032 2 223 36 46
Mail : christelle.trifaux@cfwb.be
Signor DURVIAUX Stephan,
Consigliere per il Delegato Generale dei diritti del bambino,
Rue des Poissonniers, 11-13, bte 5
1000 BRUXELLES (BELGIQUE)
Mail : dgde@cfwb.be
Italia, il 30-04-2008
Riguarda : La situazione delle mie bambine, Fiona e Milla ANTONINI
Signore,
La vostra lettera del 08 aprile 2008 mi è pervenuta e ha ritenuto la mia attenzione.
Siete il consigliere del Delegato generale della Comunità francese. In conseguenza, rappresentate il garante dei diritti del bambino e la vostra funzione è il simbolo della protezione e della salvaguardia dell’infanzia. Vi siete impegnato a proteggere i diritti dei bambini e a fare rispettare questi.
Permettetemi di esprimere la mia profonda indignazione, Signore! La vostra lettera e il non-senso dei vostri propositi sono incoerenti con la vostra missione che eppure rappresenta per me e per i cittadini una missione nobile! In fatti, parlate dell’ “aspetto mediatico della situazione” che sarebbe la causa del rifiuto dei contatti con le mie bambine. Ma questo non vi urta?
Quando avete scritto queste parole, pensavate a salvaguardare l’interesse di chi esattamente? Sicuramente no quello delle mie bambine che non hanno più nessuno contatto con la loro mamma da più di UN ANNO! Ma evidentemente la soppressione dell’immagine materna nei confronti delle bambine ed il lavoro di epurazione affettiva messo in opera dal servizio di protezione giudiziarie (SPJ) di Mons vi scandalizzo di meno che il preteso “aspetto mediatico” in cui fate referenze!
Se seguo il vostro ragionamento, tutti i bambini delle coppie mediatiche dovrebbero essere separati dai loro genitori e della loro famiglia per potere “preservare il loro equilibrio e la loro stabilità”, per usare le vostre parole nella vostra lettera.
Questo è assurdo, ridicolo e va contro alla Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Uomo e del Bambino!
Vi chiederò, in conseguenza, di allargare la vostra conoscenza del dossier per rettificare la vostra percezione della situazione. In fatti, le mie bambine sono state affidate al loro padre, dal SPJ di Mons durante una convocazione, in data del 05-10-2006, dove c’erano presenti solo il padre ed il suo legale! Allora che un’istruzione per stupri su minori a carico del padre e del nonno paterno e’ aperta in Belgio ed in Italia.
Quindi, le mie bambine sono in GRAVE PERICOLO là dove si trovano attualmente! Non soltanto perché sono in contatto (NON PROTETTO) con i loro carnefici ma anche perché durante UN ANNO, loro non hanno più nessuno notizia ne contatto con me, la loro mamma. Quanta sofferenza e sentimento d’abbandono devono risentire le mie piccole bambine attualmente?
In seguito alla decisione del Tribunale della Gioventù di Mons, in data del 03-10-2006, il Signore BENSAIDA (Direttore del SPJ di Mons) doveva tutelare le mie bambine e mettere in opera una consulenza terapeutica per loro. Ma ahimè! Il signor BENSAIDA si è preoccupato della sorte delle mie bambine solo NOVE MESI dopo il loro rimpatrio e seguito alle numerose sollecitazioni dei miei legali. Finalmente, dopo questo lungo periodo di negligenza per quanto riguarda lo stato di salute fisico e psicologico delle mie bambine, il signor BENSAIDA si è deciso a mettere in opera un preteso “spazio terapeutico” con una pretesa “psicologa” in cui non ho nessuna referenza ne ritorno d’informazione!
In conseguenza, per preservare l’interesse fisico e psico-affettivo delle mie bambine, vi chiedo di sollecitare il signor BENSAIDA affinché, nell’URGENZA, dei contatti telefonici regolari, una volta alla settimana, si stabiliscono tra me, la loro mamma e le mie bambine.
Questo in vista di rispettare la Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino (articolo 9§1 e §3; articolo 10 §2; articolo 12 §1 e §2 e articoli 13§1; articolo 19 e 34) e l’articolo 35 della Convenzione dell’Aya del 19 ottobre 1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e delle misure di protezione dei bambini, in vista di assicurare “l’esercizio effettivo di un diritto di visita, e anche di mantenere dei contatti diretti regolari”; L’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che riconosce che “ognuno ha il diritto al rispetto della sua vita privata e famigliare” è stato interpretato dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per garantire il diritto di un genitore e del suo bambino ad intrattenere dei contatti reciproci regolari.
Le mie bambine hanno dei diritti che devono essere rispettati : non sono ne oggetti sessuali, ne una proprietà privata esclusivamente riservata alla famiglia paterna e al SPJ di Mons.
Le mie bambine non devono essere più prese in ostaggio con il pretesto dell’ “aspetto mediatico della situazione” ! Questa scusa va contro l’interesse superiore delle mie bambine ed è una violenza!
Infine, vi chiederò, per l’avvenire, di non parlarmi più d’ “interesse” delle mie bambine perché dà quattro anni di lotta per proteggere loro contro le violenze sessuale ed istituzionali che hanno subito, sono solo io, la loro mamma, che posso pretendere volere preservare il loro interesse e rispettarle come essere umani!
Mi auguro che tutte le persone e le istituzioni relative alla protezione dei diritti dei bambini assumano pienamente e con responsabilità la loro missione che, prima di essere sociale, è prioritariamente educativa.
Distinti saluti
MAOLONI MARIA PIA
N.B. : Copia di questa lettera inviata al Signor DE VOS , Delegato generale ai diritti del bambino e alla signora TRIFAUX, la sua collaboratrice.